Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è.”

                                                                                                                                 Cit. di Marcel Proust

 

La terra di Birmania offre a tutti  i Viaggiatori  la possibilità  di dare uno sguardo sull’universo della sua Storia, della sua Cultura, della sua Spiritualità e della Sua Natura con la stessa semplicità del sorriso di un bambino!!

Nel visitare questo splendido Paese tenete conto che ci troviamo dinanzi ad una zona del Sud-Est Asiatico, sempre in equilibrio con le contraddizioni interne, con le sue ricchezze e le sue povertà, sospeso o indeciso nello scegliere fra le tradizioni locali ed il rinnovamento globale, ma che malgrado tutto ciò sa sorridere e donare Emozioni davvero uniche!

 

Del Myanmar e della sua Gente ne sono rimasta affascinata  e le Emozioni spesso hanno preso il sopravvento nello toccare da vicino l’essenza della cultura e della filosofia buddhista Theravada fra tutti quei monaci e fedeli che si incontrano per pregare, fare offerte all’Illuminato e agli spiriti, per riflettere, meditare, ritrovare se stessi … Emozioni che ho portato con me nella mente e nell´anima al ritorno dalla magica Terra del Myanmar: Mingalapar … “Che la fortuna sia con te”!

Molti Spunti e infinite Emozioni provate nel corso di questo Viaggio poi, per chi vuole conoscere meglio questo Paese, li potete trovare  nel mio Reportage “Spunti e Riflessioni … in Birmania con Dgv Travel:  Mingalabar  meravigliosa Birmania!, che potrete leggere cliccando qui , ma se avete dubbi sul come partire chiedete pure  !!

Ora vieni con me a scoprire qualche Gioiello in più di Questo Paese: scopriamo insieme il Museo Nazionale di Yangon!!

Yangon, città ex capitale del Myanmar e suo autentico cuore pulsante,  è stata per me la porta di ingresso in questo Paese: mi ha donato la possibilità di cogliere in cinque giorni di soggiorno, molte delle sue sfumature di bellezza nascoste attraverso luoghi e genti … Esperienze davvero da provare in prima persona!

 

La mia Piccola Guida al Museo Nazionale del Myanmar di Yangon.

 

Prima di partire alla volta della Birmania avevo letto molte recensioni sul “Museo Nazionale del Myanmar” a Yangon, ma nessuna di esse mi aveva fornito la conferma di ciò che avrei trovato una volta giunta in loco: a dir la santa verità è stato proprio il tono delle recensioni negative a “stimolare la mia curiosità”!

Un Museo Nazionale, in genere raccoglie le testimonianze culturali e il prezioso patrimonio della Storia di una Nazione, e per citare Treccani e la sua benemerita Enciclopedia: “Visitare un museo è come compiere un viaggio emozionante alla scoperta di civiltà lontane, talvolta scomparse. Con i suoi oggetti – opere d’arte, reperti archeologici e tanti altri materiali – il museo, in pochi secoli, è diventato uno degli strumenti principali per educare il pubblico alla conoscenza, per metterlo in contatto con la propria civiltà e con quella di mondi diversi.  ...” ! Non potevo di certo esimermi dal fare questo viaggio in un luogo imperdibile aldilà di "quello che si dice" !!

 

Una volta giunta a Yangon poi, sono venuta a conoscenza delle mutate regole impartite dal Museo Nazionale del Myanmar, riguardo alla possibilità di scattare fotografie al suo interno, stanza dei tesori a parte.

Una piccola ma importante dritta che vi fornisco preliminarmente è quella di non abbattervi  dell'apparente disordine cronologico con il quale i vari reperti sono posizionati, ma di guardare con calma il Museo sino alla sua chiusura o sino a che ne avete voglia.

Il palazzo che ospita dal 1996 gli spazi espositivi museali su ben 194.800 metri quadrati (ripartiti su cinque piani), non è certo un'opera d'arte ma è ben tenuto all’interno come al suo esterno. Al suo interno gli esperti birmani hanno stimato la presenza di circa 5.000 reperti posti in una collezione permanente in 14 gallerie, anche se non su tutti troverete le spiegazioni in inglese di ciò che state ammirando.

Potrete così rendervi conto direttamente che questo Museo non è solo il Trono del Leone,  per quanto magnifico esso sia, perchè potrete ammirare mille preziosità come ad esempio la Splendida raccolta dei tesori restituiti dagli inglesi alla Birmania ... certamente solo una piccola parte rispetto a quanto a suo tempo trafugato; altrettanto bella la Galleria dell'Arte popolare tradizionale e la galleria delle Arti Performative.

 

Dagli Appunti presi presso il Museo Nazionale a Yangon e da vari scritti che lì ho trovato, vi elenco in modo schematico ciò che orientativamente potrete trovare nelle “Gallerie” (se non ne cambiano la disposizione ovviamente! ).

 

I manufatti e i reperti sono disposti in 14 sale espositive, i cui temi sono in linea di massima quelli che sotto vi riporto:

 

1.    Sala della Storia della scrittura in Myanmar;

2.    Sala del Trono del Leone

3.    Galleria dell Periodo Yadanapon

4.    Sala del Tesoro dei Re di Mandalay

5.    Sala della Storia in Myanmar

6.    Sala del Periodo Preistorico e Protostorico in Myanmar

7.    Galleria di Storia Naturale

8.    Sala della Cultura Tradizionale del Myanmar

9.    La tortura nell’antico Myanmar

10.  Gallerie d'Arte (1) e (2)

11.  Sala degli Antichi ornamenti

12.  Galleria delle Statue  ed immagini di Buddha

13.  Galleria della Cultura delle Etnie nazionale

14.  Galleria delle Costruzioni nell’antico Burma

 

Il piano terra

La prima sala racchiude la Storia dell’Evoluzione dell’Alfabeto Birmano, della scrittura e degli strumenti utilizzati in antichità per scrivere: non mancano le testimonianze archeologiche delle iscrizioni rinvenute sulle pareti di caverne, e sulle steli funerarie.

Nella sala successiva si può ammirare il “pezzo forte” del Museo Nazionale, il celebre Trono dorato del Leone,  utilizzato dall’ultimo re del Myanmar, re Thibaw, realizzato in legno finemente intagliato e adornato da magnifici  leoni alla base.

 

Questo reperto viene dal Palazzo Reale di Mandalay  ed al tempo era posizionato nella Sala del Consiglio dei Ministri: gli altri otto troni sono andati distrutti a seguito dei bombardamenti inglesi sul complesso del Palazzo Reale nel corso della seconda guerra mondiale. Il trono è sopravvissuto grazie ai britannici, che lo avevano portato in un museo a Calcutta nel 1902:  da qui venne successivamente restituito alla Birmania.

Gli otto troni più piccoli che qui trovate sono riproduzioni in miniatura di quelli a suo tempo esistenti ed andati distrutti.

In un'altra sala, la cosiddetta “Exhibit Hall Yadanobon”  troverete  manufatti provenienti da Mandalay , ultima capitale reale indipendente del regno birmano e grande centro di cultura e religiosità buddhista dal 1857 al 1885,  anno quest'ultimo della conquista definitiva da parte degli inglesi.

I manufatti presenti nella sala  includono le insegne utilizzati da re e regine, abbigliamento del tempo, accessori moda, mobili e altri articoli per la casa.

 

Il primo piano

Al primo piano si possono ammirare parecchi reperti risalenti al periodo  preistorico (appena diecimila anni fa!) rinvenuti nella Grotta di Padalin ( di cui è presente anche un modellino), posta  a 70 km a sud ovest di Mandalay, testimonianza della presenza  umana di circa  13.400 anni fa quando, tra  stalattiti e stalagmiti luccicanti, gli uomini qui vi abitavano incidendo con la pietra la loro Storia quotidiana sulle pareti della Grotta. Non mancano le armi di pietra del Neolitico e anche alcune armi in bronzo di età più avanzata.

Sempre nella prima sala si possono ammirare reperti archeologici e scoperte culturali legati al periodo protostorico birmano e alla storia della diffusione del Buddhismo, testimoniato dagli oggetti religiosi rinvenuti, come i chedis in argento provenienti dagli scavi archeologici presso l'antica città di Pyu Sriksetra.

 

 

La seconda sala illustra lo sviluppo dell'arte birmana, con le splendide e rare antiche tavolette votive di terracotta raffiguranti le storie Jataka (cioè racconti della nascita del Buddha) o come i murales meravigliosi del periodo di Bagan e i reperti provenienti da templi e pagode.

Nella terza sala c’è da rimanere a bocca aperta dinanzi all’Esposizione dei Tesori  dei Re di Mandalay, che racchiude mirabili monili e lavori in oro, gemme e pietre preziose, metalli preziosi, nonché  gli oggetti di uso quotidiano nel Palazzo Reale.  In questa sala brillano davvero gli oggetti splendidamente decorati che hanno giocato un ruolo significativo in importanti cerimonie reali dei re birmani nel corso della storia Myanmar. Un esempio di elevato standard di artigianalità è la scatola di betel reale a forma di uccello: si tratta di una scatola dorata, splendidamente tempestata di gemme preziose.

 

La terza sala contiene reperti preistorici mentre nella quarta sala troverete la Mostra della Storia Naturale della Birmania, ove sono esposti fossili risalenti a milioni di anni fa di vertebrati e invertebrati, di animali della terra e del mare, di alberi, cortecce e semi provenienti da varie parti del Myanmar.

Fra tutti questi reperti però, spicca un fossile di primate antropoide trovato nella regione dell' Upper Pondaung Myanmar datato 40 milioni di anni fa ( queste informazioni provengono direttamente dai locali e dai siti web del posto e pertanto non posso garantirvi se le datazioni siano effettive e con quali metodi siano stati effettuati i rilievi: come vedete … il Myanmar riserva davvero tante scoperte a tutti, e non solo ai Viaggiatori!!).

 

Che dire … la Guida della Lonely Planet etichetta come“noiosa”questa Galleria di Storia Naturale, mentre definisce “solite ossa preistoriche” i reperti qui custoditi !!! De Gustibus non disputandum est … ai posteri l'ardua sentenza!!

 

Il secondo piano

Il secondo piano del Museo rappresenta una vera e propria Mostra Permanente della Cultura, dell'Artigianato e delle Tradizioni Popolari del Myanmar, riferendosi in particolare alla musica, al canto e alle danze popolari, senza dimenticare l'elemento della religiosità, trasversale ad ogni elemento della vita quotidiana di città e villaggi.

 

Nella sala della cultura molto si può imparare della società e delle tradizioni nella vita rurale birmana, ad iniziare mezzi di trasporto di un tempo: ne sono un esempio i carri trasportati dai buoi ancora in uso in alcune zone rurali per il trasporto e i carri utilizzati in occasione delle cerimonie di noviziato e dei festival religiosi, decorate con sculture in legno delicate.

 

Come elemento della cultura e dell'Artigianato è qui esposta anche una bella ciotola dorata con mosaici di pietre semi-preziose, usata dai monaci buddhisti per la raccolta delle offerte. Non mancano oggetti deliziosi di lacca, mosaico, statuette varie e quant'altro!

 

 

Nella sala dedicata alla musica, al canto e alla danza, si possono ammirare molti strumenti musicali riccamente decorati e lavorati, come il Chying, un grande tamburo realizzato con la pelle di bufalo, il Bau, un grande gong, il tamburo chiamato “pat waing”, lo xilofono di bambù chiamato “pattala”, cembali, flauti, oboe e strumenti a corda, spesso organizzati in orchestre chiamate “saing waing” e la splendida Saung, una sorta di arpa flessa con corde di seta, l'arpa birmana.

Vere e proprie opere artistiche come le splendide marionette intorno alle quali è nata l'arte del teatro popolare yokthe-pwe, che a tutt'oggi vive di Vita propria rispetto ai teatri consimili dell'Indocina e del Sud-Est Asiatico.

 

 Il terzo piano

In questo piano del museo ci sono sono 3 sale espositive, due per quadri e un terzo per gli antichi ornamenti e gioielli.

I dipinti esposti nelle due sale appartengono a diverse epoche , ma gli elementi rappresentati sono principalmente pagode, monaci e scene della natura e della vita rurale.

Nella terza sala si possono vedere gli ornamenti personali e i gioielli indossati dalla gente del Myanmar fin dai tempi antichi. Sicuramente attirerà la Vostra attenzione ( durante la visita ha attratto la mia!) un ornamento per le orecchie del 18 ° secolo d.C chiamato "Nadaung", una sorta di piccolo tappo cilindrico che viene indossato spingendolo nel lobo dell'orecchio forato.

 

 

Il Quarto piano

Nell'ultimo piano si trovano due sale espositive: la sala delle Raffigurazione di Buddha e quella delle Razze (Etnie) del Myanmar.

 

Le diverse etnie del Myanmar sono rappresentate da una fila di manichini ai quali sono stati fatti indossare gli abiti tradizionali del rispettivo gruppo etnico: per ogni Etnia sono inoltre presenti gli oggetti di uso comune.

 

Nella sala dedicata alle varie Raffigurazioni di Buddha troviamo diverse tavolette votive e statue del Buddha dal periodo Pyu e Yadanabon sino ai giorni nostri

 

Terminata la breve carrellata sui contenuti più importanti di questo Museo, il mio invito a tutti è quello di visitarlo, per scoprire uno scrigno di reperti che testimoniano l'antica cultura e la civiltà del popolo del Myanmar, ma soprattutto per poter meglio conoscere e comprendere “Il Paese delle Mille Pagode” e della la sua meravigliosa gente.

Al prossimo Spunto di Viaggio con Mimma ...