Chi sono i dervisci di Konya: la storia della città che danza in Turchia 

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Viaggio nel cuore del Sufismo e della danza sacra, ecco chi sono i dervisci e cosa rappresentano 

C’è un momento, a Konya, che rimane impresso anche a chi pensa di aver già visto molto del mondo. È quando la musica si ferma, il silenzio si fa denso, e una figura in bianco comincia a girare, lentamente, poi con sempre maggiore intensità, come se stesse cercando qualcosa che solo il movimento può rivelare. È un rituale millenario chiamato “danza dei dervisci rotanti”.  

Spesso definita come una vera e propria preghiera in movimento, questa pratica rappresenta un’antichissima forma di meditazione attiva in cui i ballerini ruotano su sé stessi per staccarsi simbolicamente dal mondo materiale e purificare la loro anima. 

La danza dei dervisci è nata nel XIII secolo a Konya in Turchia, grazie al poeta e mistico Jalal al-Din Rumi (noto anche come Mevlana) e alla sua scuola Sufi. Ancora oggi viene praticata dagli appartenenti della confraternita Mevlevi.   

In questo articolo ti raccontiamo chi sono i dervisci e perché devi assolutamente assistere a questo ipnotico rituale se stai programmando un viaggio in Turchia, che fa tappa a Konya. 

Chi sono i dervisci? Significato letterale e simbolico  

Se stai pianificando un viaggio in Turchia e vuoi capire davvero chi sono i dervisci, dobbiamo fare un passo indietro ed entrare nel mondo del Sufismo, la corrente mistica dell’Islam che mette al centro l’amore incondizionato, la ricerca interiore e il legame diretto tra l’essere umano e il divino. 

La parola “derviscio” deriva dal persiano darwīsh, che possiamo tradurre con la parola “povero”. Il riferimento non è alla povertà materiale, ma a quella spirituale: il derviscio è colui che si svuota del proprio ego, delle sue ambizioni terrene e dell’orgoglio per lasciarsi riempire dalla presenza divina. 

I dervisci di Konya appartengono all’ordine Mevlevi e sono famosi in tutto il mondo per la loro cerimonia sacra, il Sema, durante la quale danzano ruotando su loro stessi.  

I movimenti ripetuti al ritmo di musica creano un effetto visivo ipnotico, che coinvolge e incuriosisce gli spettatori. 

La danza dei dervisci nel 2008 è entrata a far parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Grazie a questo riconoscimento, la Turchia si impegna a preservare l’autenticità del rituale, evitando che si trasformi in una mera attrazione turistica commerciale e mantenendo intatta la sua profonda anima spirituale.  

Il viaggio cosmico della danza dei dervisci rotanti  

Per aiutarti a comprendere meglio chi sono i dervisci dobbiamo spiegarti il profondo simbolismo che si cela dietro il Sema, un rituale più complesso di quanto si possa immaginare, dove ogni singolo gesto o elemento visivo assume un significato preciso. 

  • Il movimento. I dervisci ruotano su sé stessi in senso antiorario, tenendo i piedi uniti. Questo movimento ipnotico simboleggia il moto dei pianeti che orbitano attorno al sole e la rotazione di tutto ciò che fa parte dell’universo, a partire dagli atomi. Mentre ruotano, i danzatori rivolgono il palmo destro verso l’alto per ricevere la grazia e l’amore di Dio e il palmo sinistro verso il basso, verso la terra, per trasmettere quella grazia divina agli uomini. 
  • Gli abiti. I danzatori dervisci indossano un cappello di feltro marrone che rappresenta la pietra tombale dell’ego e una lunga veste bianca che si apre durante la danza, simbolo del sudario e quindi della purezza e della rinascita spirituale. Prima dell’inizio della cerimonia indossano anche un mantello nero, che lasciano cadere prima della danza, per simboleggiare la liberazione dai legami materiali.  
  • Le fasi della cerimonia. Il rituale è accompagnato dalla musica tradizionale sufi (eseguita con strumenti come tamburi e il ney, un flauto di canna) e da canti sacri. Si articola in quattro parti che rappresentano il viaggio spirituale dell’uomo: la presa di coscienza di Dio come creatore, l’ammirazione per la creazione, la sottomissione alla volontà divina grazie all’amore e, infine, il ritorno alla realtà terrena, arricchiti spiritualmente e pronti a servire il prossimo.  

Dove si può assistere alla danza dei dervisci rotanti? 

Sebbene sia possibile assistere a esibizioni dei dervisci anche a Istanbul e in Cappadocia, il luogo per eccellenza dove viene eseguito questo rituale è la città di Konya, la cui storia è indissolubilmente legata a quella di Rumi, il fondatore dell’ordine Mevlevi a cui appartengono i danzatori dervisci  

Situata nel cuore dell’Anatolia, Konya è conosciuta in tutto il mondo per essere il fulcro della spiritualità Sufi.   

Rumi scelse infatti questa città come sua dimora, trasformandola in un centro di tolleranza, amore universale e ricerca spirituale. Ancora oggi, il Mausoleo di Rumi, o Mausoleo di Mevlana, con la sua caratteristica cupola turchese, è una meta di pellegrinaggio imperdibile per chi visita la Turchia.   

Proprio qui si tiene il famoso Festival di Mevlana nel mese di dicembre, durante il quale si esibiscono, appunto, i danzatori dervisci.Nel resto dell’anno è possibile assistere al Sema presso il Centro Culturale Mevlana.  

Konya è quindi una tappa fondamentale se desideri scoprire il lato più autentico e spirituale della Turchia e noi di DGV Travel, siamo pronti ad accompagnarti in questa avventura.  

I nostri itinerari di viaggio nascono dalla conoscenza diretta del territorio da parte dei nostri tour operator. Se vuoi assistere alla danza dei dervisci rotanti, ecco alcuni interessanti tour che toccano la città di Konya: 

Sei indeciso su quale viaggio possa fare al caso tuo? I nostri consulenti di viaggio sono a tua disposizione per consigliarti al meglio e anche per costruire un itinerario su misura per te. Grazie a un supporto costante ed un servizio di assistenza attivo 24 ore, puoi goderti la vacanza in totale serenità. 

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