Anche stavolta inizio citandovi un libro “Pol Pot - L’assassino sorridente” di Domenico Vecchioni, scrittore e ambasciatore italiano: Vecchioni racconta un storia vera, la follia di un uomo al potere e il genocidio compiuto da un esercito di sanguinari ragazzini…. I Khmer rossi che hanno ridotto la Cambogia allo spettro di se stessa, riempiendo il territorio di ossari e fosse comuni, dopo aver celebrato processi farsa, torture, decapitazioni e aver preso assurde misure anticapitaliste.

 

“Meglio uccidere dieci nemici che lasciare vivo un solo nemico”, afferma Pol Pot. I suoi uomini lo prendono alla lettera: torturano e massacrano, senza pietà. Vecchioni descrive il ruolo ambiguo del principe Norodom Sianouk (recentemente scomparso), la strana posizione degli Stati Uniti, i rapporti con il Vietnam, prima nemico storico della Cambogia, quindi esercito liberatore, per finire con gli atti del processo di Phnom Pen. Pol Pot - l’assassino sorridente è un testo importante per conoscere un triste episodio della storia contemporanea, approfondire le gesta assurde di un governo sanguinario, fondato su ignoranza e repressione, guidato da un gruppo di sadici assassini che non hanno esitato a compiere uno sterminio deliberato di un popolo. 

La mia esperienza

 S-21.

A Phonm Penh ci sono due luoghi dei quali i cambogiani parlano poco.. o meglio cercano di dimenticare!

La prigione segreta S-21 ridenominata ora “Tuol Sleng: il Museo del genocidio” situata a Phnom Phen ricavata da una scuola.. La scuola di Tuol Sleng è esattamente come le altre, con un cortile interno e delle piante. Ma in mezzo al cortile si trovano 14 tombe, quelle degli ultimi prigionieri uccisi a Tuol Sleng. Qui è possibile "toccare con mano" l'orrore avvenuto in quegli anni. All’interno della scuola lunghi corridoi, dove in ogni stanza trovi la testimonianza raccapricciante di quelle che sono state al tempo le torture inflitte ai prigionieri.

 

Una caviglia infilata in un ferro a U teneva il prigioniero bloccato alla sbarra. Stavano stesi a terra, ammassati l'uno sull'altro, finchè un carceriere non veniva a prenderli per torturarli. I Khmer Rossi hanno fotografato le persone che avevano catturato, particolareggiando nei dettagli, con orrendi "prima" e "dopo" le torture.

 

Molte foto di quelle torture sono visibili al piano superiore della prigione: visi e particolari strazianti di grandi e piccoli!

 

Se ne avete l’occasione…guardate il film documentario: S-21: “The Khmer Rouge. Killing Machine.”

(http://www.imdb.com/media/rm2133840384/tt0368954?ref_=tt_ov_i )

 

Sinceramente non so dirvi quanto tempo sono rimasta lì dentro a guardare sbigottita la viltà e la follia degli uomini: posso dirvi solo che le sensazioni provate, forti…non lasceranno mai il mio animo e che proprio la visita alla S-21, come pure quella successiva ai Killing Fields, mi hanno fatto accostare al popolo cambogiano in modo diverso: un popolo che ha visto le migliori menti trucidate, un popolo inerme sterminato senza capire il perché ciò stesse accadendo..

 

Ed ancora oggi nel loro animo profonde ferite e traumi psicologici: ma malgrado tutto questo riescono ancora a sorriderti!

I campi di sterminio di Pol Pot - The Choeung Ek Genocidal Center -“The Killing Fields”- I Campi della Morte

 

Tra il 1975 e il 1978, decine di cambogiani innocenti sono stati arrestati, torturati e uccisi per mano del regime dei Khmer Rossi: 17.000 di queste vittime e sono passate attraverso i cancelli di questo luogo, Choeung Ek in molti provenienti dalla S-21.

 

Un campo di sterminio che raggela il sangue, quasi completamente all’aperto.. e oggi, dove un tempo c’era un frutteto vedrete le fosse comuni recintate dove migliaia di persone trovarono la morte. Vedrete ancora oggi brandelli di abbigliamento riemergere dal terreno insieme a denti ed ossa(soprattutto dopo le piogge). Accanto ci sono delle teche di vetro per riporre questi resti.

 

Vedrete l’albero su cui venivano sbattuti i bambini afferrati dal piede, per ucciderli: oggi è pieno di braccialetti colorati, appesi in ricordo di queste vittime innocenti.

 

Al centro dell’area vi è una stupa commemorativa che contiene crani ed ossa rinvenute dalle svariate fosse comuni.

 

Durante questa lenta e “meditativa visita” , una audio guida vi spiega punto per punto del cosa accadeva nei Killig Fields!

 

Fa rabbrividire ascoltare le testimonianze “degli scampati per miracolo” da questa strage orrenda..persone che non saranno più in grado di vivere una vita normale, per le menomazioni fisiche e/o psichiche subite.

 

Uno dei racconti che più mi ha turbata è stato il racconto del parziale “sgozzamento”, per mezzo delle foglie di un albero di palma..l’interramento dei corpi di questi poveri esseri ancora vivi ammassati uno sull’altro, ricoperti da polveri chimiche, quali il DDT..la loro lunga agonia sino alla morte!!

 

E allora non puoi non chiederti: perché tanto accanimento…perché tanto disprezzo per la Vita! Menti malate e/o lucida follia di Pol Pot e dei Khmer Rouge?

 

E la Comunità internazionale mi ripeto in modo quasi ossessivo, dove guardava? Milioni di persone uccise in questo “genocidio dimenticato”, per un capriccio del destino o per una lucida disamina della situazione del complesso della zona Indo cinese?

Una visita a Choeung Ek Killing Fields fa riflettere:

...in silenzio, fra il silenzio di tanti altri visitatori con lo stesso viso sgomento del tuo..mentre intorno il verde delle campagne accompagna il Pensiero verso chi lì è morto in modo atroce…

… a coloro che sono sopravvissuti da quel genocidio..agli orfani, alle famiglie spezzate negli affetti, a coloro che sulle mine hanno perso le braccia e/o le gambe..

…al Male che qui è stato perpetrato: l’Uomo non cambia … non impara dal passato o dal presente!

Ma in Cambogia in qualche modo si dovrà pur riparare!

By Mimma