HANOI oggi capitale del Vietnam ha molte cose da offrire al Viaggiatore...non è una città anonima come molti credono!

Un viaggio costellato da Emozioni che rimarranno nel Vostro cuore per sempre! Hanoi, la capitale del Vietnam, è un’antichissima metropoli dove oggi convivono spazi fatti di modernità e confusione con luoghi silenziosi e fuori dal tempo. Una città affascinante, ricca di vita notturna, antiche leggende e pagode !



La storia di Hanoi, oggi capitale del Vietnam, è soprattutto la storia da leggenda dei suoi nomi: ad esempio Tong Bình, Long Do (letteralmente “pancia del dragone”) e Dai La. L’imperatore Ly Thai To l’ha nominata capitale nel 1010, chiamandola Thang Long – “Dragone che si alza in volo”.

Poi ancora Dong Kinh – “Capitale dell’Est”. Il nome attuale Hanoi – “la città che sorge in un’ansa del fiume” – le fu dato dall’imperatore Tu Duc nel 1831. Dal 1902 al 1953 è stata capitale dell’Indocina francese. Nel 1940 venne occupata dall’esercito giapponese. Dopo la rivoluzione di agosto del 1945, Hanoi fu proclamata capitale del Vietnam (leader del movimento indipendentista era un “certo” Ho Chi Minh). Rioccupata dai colonialisti francesi nel 1946, venne ri-liberata nel 1954. E’ in questa data che diventa capitale della Repubblica Popolare del Vietnam (Vietnam del Nord) fino al 1976, anno della riunificazione.

La curiosità: il ponte dalle molte vite di Hanoi.....

Durante la guerra con gli americani, Hanoi fu sottoposta a numerosi bombardamenti. Uno degli obiettivi più strategici e quindi presi di mira dal nemico era il ponte Long Bien. Così, ogni volta che una bomba statunitense distruggeva un qualche tratto di Long Bien, i vietnamiti si affrettavano a ripararlo. Si dice che l’esercito statunitense la smise di sganciare bombe quando i prigionieri di guerra americani vennero messi a ricostruire il ponte danneggiato di Hanoi

La città di Hanoi ruota essenzialmente attorno al Lago Verde (Hoàn Ki?m), detto anche il “Lago della Spada Restituita”. Leggenda vuole che l’imperatore Lê L?i (vissuto fra il XIV e XV secolo, fondatore della dinastia Lê e vittorioso combattente; fu lui ad ottenere l’indipendenza dalla Cina nel 1427) dovesse la sua audacia e abilità a un aiuto divino sottoforma di spada donata dal dio Kim Qui (“tartaruga dorata”).

 

Cosa molto curiosa è che nel lago vivono delle specie in via d’estinzione di tartarughe giganti e longeve! Si dice che esse si mostrino solo in determinati eventi, e se qualcuno le vede venire fuori è segno di un’immensa fortuna.



Intorno al lago si trovano i due quartieri principali: il quartiere vecchio e il quartiere francese. Il vecchio quartiere conserva la struttura originale delle strade e l’architettura della vecchia Hanoi: da non mancare!

Dong Xuân Market

Si tratta di un mercato nel quartiere centrale di Hoan Kiem . Originariamente costruito dal governo francese nel 1889, D?ng Xuan è stato rinnovato più volte l’ultima delle quali nel 1994, dopo che un incendio ha distrutto quasi il mercato. Oggi, D?ng Xuan è il più grande mercato coperto di Hanoi, dove i grossisti vendono di tutto, dai vestiti, articoli per la casa ai prodotti alimentari.



All’inizio del XX secolo la città era costituita da sole 36 strade, la maggior parte delle quali si trovano oggi nel quartiere vecchio. A quel tempo ogni strada aveva mercanti e famiglie specializzati, come venditori di seta e di gioielli, e i nomi attuali delle strade riflettono proprio quella specializzazione originale. La più famosa è la Via dell’Argento.



Il quartiere francese invece si è sviluppato sotto il dominio coloniale della Francia, che ha imposto il proprio stile alla città, ancora evidente se si osservano i boulevard alberati, l’Opera, la Banca Generale del Vietnam, il Palazzo Presidenziale, la Cattedrale di San Giuseppe e lo storico Hotel Metropole.



Il Museo di Etnologia, offre uno sguardo sulla cultura e sulla società vietnamita, con splendide rappresentazioni di attimi di vita quotidiana ed occasioni speciali. Nella zona esterna ci sono varie case tipiche, provenienti da varie parte del Vietnam, che sono davvero interessanti da esplorare…


Il Tempio della Letteratura, costruito nel 1070 per volere dell’imperatore Ly Thanh Tong che lo dedicò a Confucio, nell’intento di rendere omaggio a eruditi e letterati. Nel 1076 divenne sede della prima università del Vietnam che istruiva i figli dei mandarini e tale rimase fino al 1802, quando l’imperatore Gia Long decise di trasferire l’Università Nazionale ad Hué, la nuova capitale. Il tempio dovrebbe essere un posto piacevole e rilassante. Spesso lo troverete pieno di neo laureati che, da tradizione, vanno al tempio a farsi fotografare.


Il tempio Den Ngoc Son. Si trova su una piccola isola al centro di un lago. Per arrivarci è necessario attraversare a piedi un ponticello rosso. In una delle sale del tempio è conservata una tartaruga essiccata. Secondo la leggenda, furono le tartarughe ad aiutare il re a recuperare la spada caduta nel lago.

Lo zio Ho poi, come lo chiamano qui, anche se scomparso nel 1969 resta un maestro, un faro, un esempio, il testimonial della libertà e del riscatto del popolo vietnamita. Leggendo la storia del Paese, ci si rende subito conto che Ho Chi Minh non è stato un leader comunista qualsiasi, ma un autentico “trascinatore” che ha dato anima e corpo per restituire dignità ed autonomia al proprio Paese, quello nato dallo sfaldamento dell’Indocina e come restituito dalla tragica e pesantissima guerra con gli Usa.



Così per capire davvero meglio l’essenza di questo Paese, la visita non può che partire necessariamente da Hanoi e dal L?ng H? Chí Minh, ovvero il grandioso mausoleo al centro della piazza Ba Dinh che accoglie la salma imbalsamata dello statista.



E’ un’esperienza da provare, è come trovarsi direttamente in un libro di storia, perché il luogo è lo stesso dove il 2 settembre 1945 Ho Chi Minh lesse la dichiarazione di indipendenza che diede il via alla Repubblica Democratica del Vietnam. Si potrebbe quasi dire che se qualche leader comunista è già caduto in oblìo, difficilmente questa sorte verrà riservata ad Ho Chi Minh. La stessa Unesco nella sua risoluzione lo ha qualificato “un eroe della liberazione nazionale e un grande uomo di cultura”



La Casa Gialla è il Palazzo presidenziale di Hanoi



In fila dunque, scorrendo accanto alla struttura ispirata a quella del mausoleo di Lenin nella Piazza Rossa di Mosca e su cui campeggia la grande scritta incisa “Presidente Ho Chi Minh”.

All’interno si salgono delle scale e subito si avverte la forte differenza di temperatura con l'esterno: colpisce la frase incisa nel marmo“Niente è più importante dell’indipendenza e della libertà”. Tutte le banconote vietnamite riportano il volto sorridente dello statista comunista, mentre sul retro sono riportati monumenti e scenari più rappresentativi del Vietnam. La banconota più ricercata ai collezionisti (e più amata dagli stessi vietnamiti) è la vecchia versione da 10.000 dong stampata in colore rosso su carta . Il colore rosso è considerato infatti ben augurante e comunque insieme al giallo è anche uno dei colori del Vietnam, oltre ad essere rappresentativo del potere imperiale.

Per la verità Ho Chi Minh aveva scritto nel suo testamento di essere cremato!!!

Da non mancare è anche la visita al Museo dedicato ad Ho Chi Minh, allestito nella grandiosa vicina struttura che vuol simboleggiare un fiore di loto bianco e nella quale sono conservati documenti, ricordi, corrispondenze, oggetti personali di zio Ho, oltre 25.000 pubblicazioni. Il museo documenta anche i momenti drammatici della guerra contro l’America, con una visione ovviamente dal punto di vista della resistenza vietnamita, e il racconto della presa di Saigon. Il museo, inaugurato nel 1990 in occasione del centenario della nascita, è stato costruito “per soddisfare le aspirazioni del popolo vietnamita per mostrare la propria profonda gratitudine al Presidente, per commemorare i suoi grandi meriti, per esprimere la volontà di studiare e seguire il suo pensiero, la moralità e stile di vita, e di essere uniti al fine di costruire il Vietnam in un Paese di pace, l’unità, l’indipendenza, la democrazia e la prosperità, l’amicizia e la pace in coltivare relazioni con i popoli di tutto il mondo”. Missione che oggi il Vietnam rispetto ed attua in pieno.



Il Parco Bach Thao e kil Mausoleo di Ho Chi Minh



Davanti al mausoleo, il grande viale Hung Wuong Road viene utilizzato per le celebrazioni più importanti. Poco distante immersa nel Parco Bach Thao, c’è la Casa Gialla, attuale Palazzo presidenziale (1906), il cui colore rappresenta (come in tutta l’Asia) la longevità e la felicità. Sempre qui sorge il caseggiato in cui ha abitato Ho Chi Minh, inclusa la palafitta di legno donatagli in ricordo del luogo in cui aveva trascorso l’infanzia nella provincia centro settentrionale di Nghe An, e dal 1958 sua sobria e modesta dimora. Molto bella è la Pagoda del 1049, a forma di fiore di loto, costruita su un unico pilastro (Chua Mot Cot). La sua unica e piccola sala custodisce la statua del Boddhisatva della Misericordia, in lingua locale Quan Am, quotidianamente omaggiata con candidi fiori di loto, elemento iconografico associato alla divinità in quanto simbolo di purezza e fonte d’ispirazione della forma stessa del padiglione. Qui si viene a pregare e si offrono in dono incenso, tè verde secco, frutta come il Phat Thi molto profumato e bello da vedere.....e ancora torte di riso, candele!

 

Del resto qui in questo Paese la storia parte davvero da lontano. I Viet fanno risalire la storia della loro stirpe a 2700 anni fa e riconoscono l’origine delle loro radici nelle limacciose e fertili terre del Fiume Rosso (Song Hong) che si estende verso il Golfo del Tonchino, dove rimangono ormai solo tracce archeologiche delle sue più antiche cittadelle fortificate a memoria di questo arcaico passato.

La Città di Hanoi e questo….ma anche di più, da visitare! Tante città in una...tutte da vivere!

Al prossimo " Spunto di Viaggio"...By Mimma


Rif. Bibliografici;

  • Diari dal carcere di Ho Chi minh;

  • Indocina. Itinerari e storie in Laos, Cambogia e Vietnam, Claudio Bussolino; Casa Editrice: Polaris

  • Vietnam- Lonely Planet

  • TurismoItaliaNews