Il più sacro dei luoghi sacri in Oriente è Kashi o Banaras come è conosciuta oggi. Kashi si svolge come il nucleo dell'universo ".

Il celebre scrittore americano Mark Twain scriveva invece: “ Benares è più vecchia della storia, più vecchia della tradizione, più della leggenda e sembra due volte più antica di tutto questo messo insieme”.

 

Varanasi è il punto di pellegrinaggio più importante per gli hindù, una delle sette città sante : è anche uno Shakti Peethas e uno dei dodici siti Jyotir Linga in India. Nell'Induismo si ritiene che coloro che muoiono e sono cremato qui ottenere un gateway alla liberazione dal ciclo delle nascite e rinascite.

 

E' sicuramente una meta irrinunciabile di una visita in India: si concentrano qui la religiosità, gli estremi e le contraddizioni di questa società .

I colori, i rumori, aromi, profumi …....gli odori eterogenei di questa enorme comunità avvolgono chiunque come in un manto invisibile, diventando EMOZIONE! Varanasi ed il Gange rappresentano un binomio unico al mondo che a solo vale un viaggio in India!


Passeggiate per le vie di Varanasi, visitate gli stretti vicoli...le case..vivete questa cittá davvero unica ed incredibile, mistica e chiassosa allo stesso tempo!

Fermatevi sui ghats ad ammirare il Gange... per osservare le scene di vita quotidiana, le preghiere le abluzioni dei fedeli nelle acque del fiume Sacro...

Risalite e navigate lungo il Gange in barca a remi osservando la vita che brulica sui Ghats, per comprendere come il Gange rappresenti lo scorrere della vita quotidiana ma anche della vita spirituale che si celebra sul fiume e termina in riva al fiume, con il ritorno finale delle ceneri in quello stesso fiume che ha dato la vita e la riprende, calmo nel suo scorrere eterno.

Molti dei, molte verità e molte religioni sono passati sotto i cieli del mondo durante la storia dell'uomo: a Varanasi ci sono ancora!

Secondo l'induismo l'unico posto della terra in cui gli dei permettono agli uomini di sfuggire al samsara, cioè all'eterno ciclo di morte e rinascita, è la riva occidentale del Gange a Varanasi, perciò nel corso dei secoli milioni e milioni di induisti sono venuti a morire qui.

Ed è sempre a Varanasi, nel Gange che ogni Induista desidera che vengano sparse le proprie ceneri, perciò le pire per la cremazione ardono 24 ore su 24 ed ogni sera, al tramonto mentre i brahmini danzano tenendo in mano delle sculture di luce.

Le centinaia di persone che assistono, da terra e dal fiume, affidano alla "madre Ganga" delle fiammelle che rappresentano i propri sogni. Quanto più lontano la corrente porterà la propria fiammella, tanta più prosperità si avrà. Molte famiglie indù fanno di tutto per portare il proprio caro a essere cremato qui, quando i corpi arrivano in città si creano dei cortei per portare il defunto al ghat della cremazione. Il corteo non è triste come lo possiamo immaginare noi occidentali, al contrario avanza a passo di marcia, con il ritmo scandito dal grido di alcuni che ripetono Ram Nama Satya Hey!, che vuol dire "Il nome di Dio è verità", mentre il coro risponde Satya Hey, Satya Hey, cioè "Verità, verità".

 

Varanasi era già un importante centro nel VII sec.a.C. è menzionata sia nel Mahabharata sia nel Ramayana, il Buddha la visitò verso il 500 a.C. quando già era un celebre centro culturale e commerciale e nelle sue vicinanze, a Sarnath, tenne il suo primo discorso.La città santa è stato un simbolo di spiritualità, filosofia e misticismo per migliaia di anni e ha prodotto grandi santi e personalità come Gautama Buddha, Mahavira, Kabir, Tulsi Das, Shankaracharaya, Ramanuja e Patanjali.

La conquista di Mahmud di Ghazni nel 1033 la rase al suolo una prima volta, le armate dei Ghuridi nel 1194 la saccheggiarono nuovamente, fino ad arrivare al dominio di Ala-ud-din Khilji di Delhi che ne distrusse i templi superstiti per sostituirli con moschee all'inizio del XIV secolo.

L'influenza islamica rimase fortissima fino al XVIII secolo, quando il nome della città venne, per un breve periodo, addirittura cambiato in Mohammadabad. Non esistono oggi a Varanasi edifici che risalgano oltre il XVII secolo e la maggior parte appartiene ad epoche ancora più recenti. Tuttavia Varanasi mantenne sempre il primato sull'insegnamento e la cultura della lingua sanscrita in India, che restò viva qui lungamente mentre divenne solo suono incomprensibile e rituale nel resto del Paese: sono più di 150mila i rarissimi manoscritti conservati oggi alla Banaras Hindu University.

Varanasi......

Era Kashi, al tempo dei Veda, divenne poi Varanasi, dal fiume Varuna che scorre a Nord e dall'Assi che scorre a Sud, per essere poi deformata in Benares dagli Inglesi che non sapevano pronunciarne correttamente il nome.

Oggi è nuovamente Varanasi, il nome di questa città santa e sacra a Shiva, brulicante, particolarmente caotica, che nulla conserva nelle pietre del suo antichissimo passato, ma che offre la straordinaria opportunità di poter vedere, respirare e vivere riti millenari ed immutabili lungo i Ghats, le gradinate al fiume.

 

Un luogo dove gli edifici e i vicoli oscuri, Galis, del quartiere antico, si accatastano disordinati rigorosamente tutti sulla riva occidentale del Gange, mentre quella orientale è spiaggiosa e deserta....un luogo dove la morte e la vita, la prima nelle pire costantemente fumanti e i funerali, la seconda nei pressantissimi procacciatori e venditori di qualunque cosa, si intrecciano ad ogni passo.....un luogo dove la mendicità, le deformità, gli animali macilenti in mandrie e gli odori possono diventare tanto invisibili quanto insopportabili dopo pochi attimi dall'arrivo.

 

Varanasi è la Città Sacra degli Induisti: ogni Induista, almeno una volta nella sua vita, dovrebbe recarsi s Varanasi e quindi immergersi nel sacro fiume Gange almeno da 5 diversi ghats. I ghats sono delle rampe di scale di pietra che terminano all'interno dell'acqua del fiume. Ogni mattina all'alba, gli Indù iniziano a compiere dai ghats le proprie abluzioni.

 

Un milione di pellegrini visita Varanasi ogni anno, in quanto una delle sette città sacre dell'Induismo e luogo di culto anche per il Jainismo: sono 50.000 i brahmani che vi risiedono permanentemente.

 

A Varanasi merita sicuramente una visita il Visvanath Temple, dedicato a Shiva e conosciuto come il Tempio d'oro, Golden Temple, per il suo tetto placcato d'oro, risale al 1777 ed è il tempio principale sin dallo scorso millennio.

L'originale fu però distrutto e sostituito con una moschea nel XII sec. Ricostruito nel XVI sec. venne nuovamente distrutto dopo cent'anni. L'entrata, un tempo proibita ai non indù, oggi è consentita a tutti ma agli stranieri solo se vestiti con decenza

Lungo la sua cinta muraria, vi sono ancora delle piccole aperture che consentivano agli intoccabili di pregare verso il santuario, un tempo anche a loro vietato. Potrete entrare anche all'adiacente Annapurna Temple o, se è venerdì, alla moschea Gyanvapi, la grande moschea di Aurangzeb, con minareti di 71 m. che mostra nelle colonne e nelle fondamenta il suo lontano passato di tempio indù.

Come la più piccola moschea Alamgir, all'altezza del Ghat Panchganga; fu costruita su un tempio dedicato a Vishnu e dal suo tetto si può godere una delle migliori panoramiche della città.

Se normalmente le moschee sono sì luoghi di preghiera, ma anche luoghi sociali, di sosta e comunità e dunque sempre accessibili, a Varanasi, per prevenire disordini interreligiosi che si sono acutizzati negli ultimi anni a causa del potere e il seguito acquisito dal partito nazionalista indù, le moschee sono generalmente aperte solo il venerdì, giorno di preghiera.

 

I GHATS DI VARANASI

L'attrazione principale per i visitatori e i pellegrini sono tuttavia il centinaio di Ghats lungo il fiume, all'alba per i riti al sole nascente o al tramonto all'ora della Puja, verso le 18, quando il fuoco e la luce vengono offerti al fiume, tra canti, conchiglie suonate, cimbali, mantra e migliaia di offerte votive luminose che fluttuano sulle acque. Questi Ghats, che bordano le rive per parecchi chilometri, un tempo erano sovrastati da meravigliosi palazzi.

 

Lungo le gradinate principali, sotto grandi parasole, i sacerdoti, gli astrologi e gli indovini prestano servizio per i credenti, impartendo mantra e responsi, officiando riti e intercedendo con le divinità, mentre centinaia di Sadhu meditano praticando yoga o semplicemente trascorrono lungo il fiume la loro vita ascetica.

 

Il più centrale, attorno al quale si concentra la popolazione e la maggioranza dei turisti è il Dashashwamedha Ghat. E' l'asse principale del quartiere del Chowk, il quartiere commerciale antico, ed il posto ove bisogna recarsi almeno mezz'ora prima dell'alba per noleggiare una barca,: é uno dei Ghat più sacri.

 

Piú a Sud isi trova il Munshi Ghat, il Ghat riservato alla popolazione musulmana (25 %) che usa il fiume per lavarsi senza investire la cosa con particolari significati religiosi, poco oltre si trova il Dhobi Ghat, dove lavorano i lavandai. I Ghats Narad e Chauki sono sacri perchè ricordano episodi della vita del Buddha e la rosea torre nelle vicinanze è un deposito per l'acqua. Al Raj Ghat sono marcate le piene del fiume e osservando i livelli raggiunti si comprende immediatamente il perchè della curiosa disposizione, tutta su un lato, della città.

 

Un altro Ghat particolarmente sacro è Harishchandra, il più sacro per le cremazioni anche se Manikarnika lo batte in popolarità. Alle sue spalle sorge un tempio di stile dravidico, ossia meridionale. Poi c'è il Karnataka Ghat, uno dei numerosi Ghat ove i pellegrini delle varie regioni dell'India trovano sacerdoti che parlano la loro lingua e che conoscono le particolarità regionali dei riti e delle celebrazioni.

 

Se invece risalite da Dashashwamedha Ghat verso Nord, incontrerete per primo il Man Mandir Ghat, uno dei più antichi di Varanasi, costruito nel 1600 dal Maharaja Man Singh di Amber.

Il bellissimo palazzo fu restaurato nel secolo scorso ma nel 1710 era già stato trasformato da Jai Singh di Jaipur in un osservatorio. Come gli altri fatti costruire da questo Maharaja studioso di astronomia, presenta al suo interno una serie affascinante di postazioni e strumenti di osservazione costruiti in muratura. Giusto accanto sorge la Dom Raja's House, fiancheggiata da tigri dipinte. I Doms sono intoccabili, una casta preposta ai servizi funerari, considerati altamente contaminanti per gli altri, sebbene notevolmente remunerativi. Il titolo di Dom Raja, re e leader dei Dom è ereditario. Poi c'è il Mir Ghat, che porta a una fonte sacra e dove le vedove scontano la loro non facile condizione, dedicando la vita alla preghiera a cambio di cibo e ricovero; poi si arriva al Lalita Ghats di stile nepalese.

 

Al di sopra del Manikarnika Ghat sgorga una fonte sacra e tra questa e il Ghat si trova la Charanpaduka, una stele con l'impronta del piede di Vishnu, secondo la tradizione. Nei pressi troverete il Jalasayn Ghat, altro centro principale per le cremazioni. Ma potreste vedere corpi avvolti in bianca tela galleggare integri sul fiume: infatti i bambini al di sotto dei 3 anni, i morti per vaiolo un tempo ed oggi di malattie contagiose non meglio identificate, non vengono cremati ma semplicemente affidati alle acque. Lo Scindia Ghat, enorme costruzione del 1830, è crollata ed il seguente è il Ram Ghat, costruito dal Maharaja di Jaipur. In corrispondenza col magnifico Panchganga Ghat, la tradizione vuole si riuniscano 5 fiumi: Gange, Saraswati, Gyana, Kirana e Dhutpapa. L'impressionante scalinata porta alla moschea Alamgir, già prima menzionata. Seguono il Gai Ghat, il Trilochana Ghat, con tempio dedicato a Shiva, e il Raj Ghat dove si guadava il fiume prima della costruzione di ponti. Scavi archeologici hanno rivelato qui l'insediamento di una città risalente all'VIII secolo a.C.

 

Varanasi merita senza ombra di dubbio una visita …..Qui tutto trova un posto nell'infinito mosaico di una cittá dove flussi di energie primordiali sembrano scorrere come corrente elettrica in un modo che è difficile da descrivere. Innocenza e crudeltà, bellezza e sporcizia, miseria e felicità, tutto si fonde in un cerchio infinito dove ritrova senso e armonia.

É questa la grande ed irripetibile magia di Banares!!

 

 

https://www.sacredwalks.org/

 

http://www.varanasicity.com

http://www.guidaindia.com/

http://www.nationalgeographic.it/varanasi_la_vita_scorre_sul_fiume-1598704/1/?refresh_ce