"La rete delle immagini, lanciata, si allarga

sempre di più: il pensiero perlustra

sempre più a fondo:

Lo scrittore offre la fragranza dei fiori

freschi,

un’abbondanza di germogli che sboccia.

Venti vivaci sollevano le metafore;

nuvole si alzano

da una foresta di pennelli.

Lu Ji”

I cinesi hanno sempre mostrato grande interesse ed amore per parchi e giardini. Ancor oggi, pur nella frenetica corsa verso ricchezza e modernità, i cinesi non trascurano la cura meticolosa di ampi parchi e giardini.

Per questo credo vi farà piacere approfondire questi due aspetti molto importanti in Cina: in un Parco o in un giardino, nulla è  lasciato al caso,  grande il valore storico - simbolico che si dà alle varie componenti,  naturalistiche e non!

Il cosiddetto “giardino dei letterati”, che esercitò un ruolo importante nella cultura cinese ed estremo orientale, s’impose nelle epoche Ming e Qing. Si trattava di un luogo per la contemplazione della natura, in solitudine o in compagnia, sapiente combinazione di architettura, natura, paesaggio, poesia e pittura in una concezione unitaria armoniosa, emozionante

Il giardino cinese è, contrariamente all’architettura di palazzo , sempre asimmetrico. Anche gli edifici al suo interno (padiglioni, chioschi, terrazze, ponti, sale, verande, corridoi) sono sparsi o raggruppati in modo apparentemente casuale.

Rocce, grotte, corsi d’acqua, ponti, laghetti, colline, sentieri, corridoi, verande, piante e fiori sono sapientemente arrangiati secondo una visione ideale e poetica della natura tipica del mondo dei letterati, per dare un luogo di ristoro spirituale e gradevole intrattenimento sociale.

Una delle peculiarità del giardino cinese è il “panorama preso a prestito” (jiejing ??) cioè uno scenario visibile attraverso aperture (porte e finestre) ricavate tra le mura e i corridoi e i padiglioni, come un dipinto naturale che muta con l’angolo d’osservazione del visitatore.

In alcuni casi anche paesaggi o architetture esterne al giardino rientrano nel “panorama preso a prestito”. Famoso l’esempio della Pagoda del Monastero Settentrionale (beisita ???) che corona la straordinaria vista sul lago del Giardino dell’Umile amministratore (Zhuozhengyuan ???) pur lontana ed esterna ad esso.

LA STORIA DI SUZHOU

La città ha una storia antichissima, considerata la culla della cultura Wu: 2.500 anni fa, durante la Dinastia Shang, alcune popolazioni (che chiamavano sé stesse Gou Wu) vivevano già nell'area che avrebbe poi ospitato la città.

Nel 514 a.C., durante il periodo della Primavera e dell'Autunno, il re Helu dello stato di Wu fondò la "Grande città di Helu", l'antico nome di Suzhou, e la elesse a sua capitale. Nel 496 a.C. Helu venne sepolto nella collinache si trova al centro della città.

Nel 473 a.C. Wu venne sconfitto dallo stato di Yue, un altro regno orientale che venne presto annesso dallo stato di Chu nel 306 a.C. Il periodo d'oro di Suzhou era finito. Oggi sono ancora visibili i resti di questa civiltà, nelle mura e in una delle porte che le attraversano.

A partire dalla Dinastia Qin la città era conosciuta col nome di Wu. Xiang Yu iniziò qui la sua storica rivolta del 209 a.C., contribuendo alla fine della Dinastia Qin. Il nome attuale di Suzhou venne assegnato alla città nel 589, durante la Dinastia Sui.

Dopo il completamento del Gran Canale nel VI secolo, Suzhou si ritrovò in una zona strategica, al centro di un'importante via commerciale, che la renderà una delle maggiori città industriali e commerciali della storia della Cina.

Nell'825, durante la Dinastia Tang, venne costruito un altro canale artificiale dal poetacinese Bai Juyi, per poter collegare la città con Huqiu a scopo turistico. Nel 1035 venne eretto un tempio di Confucio per opera di un altro grande poeta cinese, Fan Zhongyan; il tempio divenne ben presto meta di visite anche imperiali.

Nel febbraio del 1130 l'esercito della Dinastia J?n saccheggiò e distrusse la città, che venne distrutta nuovamente anche durante l'invasione mongola nel 1275 e agli inizi dellaDinastia Ming, nel 1367.

Dopo questi rovesci, la città ebbe una storia ben più prospera. Durante le dinastie Ming e Qing vennero costruiti gran parte dei suoi famosi giardini. Un ultimo rovescio Suzhou lo subì nel 1860, durante la rivolta dei Taiping, quando venne catturata dall'esercito ribelle. La liberazione avvenne solo nel novembre del1863 per opera di Charles George Gordon.

Durante l'invasione giapponese del 1937 molti dei giardini della città vennero devastati; solo negli anni cinquanta vennero restaurati al loro antico splendore.

Nel 1997 Suzhou è stata inclusa nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità UNESCO.

A Suzhou sono stati proprio i letterati cinesi del passato ad aver creato nel tempo degli eleganti giardini di straordinaria bellezza. Nel trambusto della città, ecco dunque la meraviglia di boschetti montani silenziosi dove ritrovarsi dipingendo paesaggi a inchiostro o declamando esaltanti poesie. Proprio allora le più belle melodie risuonavano in questi giardini, quelle dell'opera Kunqu. Tutti i cinesi ritengono che i giardini di Suzhou siano un paradiso terrestre, in cui ogni giardino è la casa spirituale dei loro sogni.

In questa città con circa 2500 anni di storia, la costruzione dei giardini ebbe inizio nel II-III secolo d.C. Dopo più di mille anni di evoluzione, nel XVI-XVIII secolo, il periodo di massimo splendore, il loro numero superò quota cinquecento, mentre si formò uno stile architettonico unico.

L'opera Kunqu, considerata l'origine dell'opera tradizionale cinese, questa elegante e raffinata forma d'arte nacque proprio nei giardini di Suzhou.

Un laghetto che fa da barriera naturale a un giardino e che permette nel frattempo ai visitatori esterni di ammirare parte del paesaggio. Questa struttura appartiene solo al Giardino Canlang, ossia del padiglione delle onde sorgenti, risalente al X secolo, all'epoca delle Cinque Dinastie, il che ne fa il più antico giardino di Suzhou.

Il giardino comprende una galleria coperta chiamata Fulang, che da un lato guarda al laghetto, da cui si può godere il paesaggio del giardino, e dall'altro circonda un monte artificiale, collegando tutte le parti del giardino. L'intera galleria ha una parete con delle aperture traforate e si snoda lungo gli alti e bassi del terreno, il che ne fa un capolavoro fra le gallerie dei giardini cinesi. Una collina artificiale di pietre e terra fa da centro del giardino, con in cima un padiglione di stile rustico, chiamato Canglang (delle onde sorgenti), che dà nome al giardino.

Le finestre traforate, un centinaio, distribuite nell'intero giardino, per la loro struttura ingegnosa e delicata costituiscono un classico esempio dell'arte collegata. Il giardino è costellato di boschetti di bambù e di eleganti edifici, collegati fra loro da sentieri lastricati di sassi, mentre carpe colorate nuotano in stagni di acqua verde.

Da più di novecento anni, il Giardino del padiglione delle onde sorgenti interpreta in modo perfetto la quieta bellezza dei giardini classici di Suzhou. Possiamo immaginare in passato gli amici che arrivavano da lontano in barca con dei regali e salivano al padiglione per giocare a scacchi. Tra collinette, pietre ed alberi, il tempo vola. Nei giardini, i letterati cinesi riflettevano sul significato del gettarsi nella vita e del ritirarsi, e sulla dimensione e sul sapore della vittoria e della sconfitta.

Shizilin, ossia la foresta del leone, è l'unico giardino ancora esistente risalente al XIV secolo, al tempo della dinastia mongola Yuan. Venne costruito in memoria del suo maestro da un celebre monaco Zen. Contiene molte collinette artificiali formate da pietre del lago Taihu, dalle forme strane. Nei sutra buddisti, l'illustrazione della legge da parte del Budda Sakyamuni viene paragonata al ruggito del leone, quindi questo giardino costruito da un buddista venne chiamato "Foresta del leone".

Nei giardini classici di Suzhou, la costruzione di collinette artificiali di rocce è uno dei principali metodi di imitazione della natura, tuttavia il Giardino Shizilin è l'unico esempio di decorazione di un giardino con perno su colline del genere, da cui il soprannome di "regno delle colline artificiali".

Un edificio nascosto tra le collinette è straordinario perché presenta da un solo lato un tetto con ben otto rialzi volanti. Nel cortile spiccano quattro finestre traforate, che recano i motivi del qin, la cetra cinese, degli scacchi, dei libri e delle pitture, ossia quattro aspetti del modo di vivere dei letterati cinesi.

Il Giardino Shizilin inserisce il grandioso paesaggio montano nella bellezza raffinata dei giardini di Suzhou, il che lo rende unico. Così come gli altri giardini di Suzhou, Shizilin si trova nel centro storico della città, la zona più affollata, il che ci permette di capire perché i giardini di Suzhou vengano anche chiamati "boschetti montani in città".

Si dice che secoli fa dei monaci meditassero qui in solitudine. Agli occhi del proprietario del giardino, le colline erano maestri Zen, per cui spesso egli bruciava incensi, meditando fra le colline artificiali sulla nascita, sulla vecchiaia, sulla malattia, sulla morte e sulla reincarnazione.

Nelle case da tè di Suzhou si può assistere ai racconti dei cantastorie, di solito un uomo e una donna che narrano storie d'amore e di eroi. I cantastorie di Suzhou sono gli eredi di un'arte antica ed elegante nata più di quattrocento anni fa e diffusa ancora oggi.

Il Giardino Zhuozheng (dell'umile amministratore) fu costruito all'inizio del XVI secolo e occupa una superficie di circa cinque ettari, il che ne fa il maggiore dei giardini esistenti a Suzhou.

Nella parte orientale si trova un paesaggio bucolico, con alcuni edifici sparsi sulle rive di un ruscello tra gli alberi. L'acqua scorre ai piedi di colline artificiali, formando un selvaggio spazio silvestre.

La parte centrale del giardino è la sua gemma: in un'area di più di un ettaro, metà della quale lacustre, emerge una serie di eleganti edifici sulle rive, affiancate da colline artificiali. L'intero spazio trabocca di un'atmosfera naturale, quieta e profonda, ed esprime la struttura dei giardini del XVI secolo, in epoca Ming.

La barca di pietra sull'acqua è un particolare tipo di edificio tradizionale cinese. Quella del giardino Zhuozheng è chiamata "Oasi profumata". Il suo proprietario al tempo aveva viaggiato molto, poi si era ritirato nel giardino, e questa quieta "Oasi profumata" diventò un simbolo del suo coraggio. Mentre intorno aleggiava una nebbiolina, sistemava sulla terrazza un guqin (la cetra cinese) e interpretava la melodia "Alti monti e acqua che scorre", in ricordo del passato e come conforto dello spirito: questa melodia è risuonata a lungo tra gli eleganti spazi di paesaggi montani e lacustri artificiali, diventando alla fine l'aria più raffinata dei giardini classici di Suzhou.

Il "Piccolo arcobaleno volante" è l'unico ponte coperto del Giardino Zhuozheng. Esso suddivide il laghetto in due parti, creando un senso di profonda quiete.

Il Padiglione Jianshan ha l'acqua su tre lati ed è collegato a sud e a nord con due ponti a zig zag. Qui il proprietario del giardino componeva e declamava poesie con gli amici.

Nel grande spazio ci sono anche dei cortiletti nascosti, il che crea l'effetto di "cortili nei cortili", un metodo classico usato nei giardini di Suzhou.

Attraversata una porta rotonda di pietra, si arriva al giardino occidentale, uno spazio piacevole e raffinato. Una galleria tortuosa divide la parte centrale da quella occidentale del giardino. Da qualsiasi angolo si guardi, si può ammirare la bellezza creata dal percorso ondeggiante, il che ne fa un vero capolavoro.

La costruzione del Giardino Zhuozheng rappresenta la storia comune dei giardini classici di Suzhou. Nell'anno 1509, un alto funzionario della dinastia Ming, deluso dalla vita politica, si ritirò nella sua terra natale e iniziò a costruire il Giardino Zhuozheng sulle fondamenta di un vecchio tempio buddista. Egli invitò anche Wen Zhengming, il più celebre pittore della scuola del sud, a partecipare alla progettazione. Con il piglio estetico del pittore, Wen Zhengming tracciò la pianta generale del giardino con il pennello ad inchiostro tradizionale. Sotto la sua direzione, in dieci anni il giardino fu completato in uno stile naturale con paesaggi lacustri, il che esprime vivacemente la dimensione estetica perseguita nella pittura di paesaggio dai letterati cinesi. Da allora, "l'inserimento della ricreazione artistica della pittura tradizionale sulla falsariga del paesaggio naturale" diventò la linea guida della pianificazione generale dei giardini classici di Suzhou.

La "Sala delle trentasei anatre mandarine" e gli edifici principali del giardino occidentale del Giardino Zhuozheng presentano uno stile elegante e lussuoso. Ognuna delle finestre di vetro blu e bianco a forma di diamante offre la vista di un paesaggio diverso. Qui il proprietario assisteva alla più bella opera tradizionale cinese, il Kunqu.

A partire dalla dinastia Ming, molti pittori parteciparono alla costruzione di giardini. Sulla base della teoria e tecnica della pittura di paesaggio, essi ne utilizzarono direttamente i principi nella creazione dei giardini, creando una serie di spazi raffinati in superfici limitate che offrono al visitatore un'esperienza estetica insuperabile.

Al centro del Giardino Huanxiu si trova una grande collina artificiale che occupa un'area di circa 330 metri quadrati. I dirupi, le grotte e gli avvallamenti imitano i cambiamenti naturali delle formazioni montuose. Del tutto simile alle vere colline, la sua forma cambia secondo la posizione del visitatore. La valle è lunga più di dieci metri, la cima supera i sette metri, mentre i sentieri raggiungono i 60-70 metri.

Questa grande collina artificiale, costruita nel XVIII secolo e circondata su tre lati da un canale, si trova al centro del Giardino Huanxiu e ne occupa quasi la metà. Esprime perfettamente la tipica tecnica di costruzione delle colline artificiali ed esprime una bellezza artistica eterna, per cui viene considerato il miglior esempio in assoluto di collina artificiale di pietre del lago Taihu.

In più di duecento anni, il giardino vide una serie di proprietari che lontani dai monti e dalle foreste, aspiravano però a un paesaggio del genere. Giorno dopo giorno, essi si aggiravano fra le pietre delle colline, assaporando la bellezza artistica del giardino, e brindavano con gli amici nelle grotte, parlando di storie del passato e del presente. Queste scene sono un momento classico del godimento della vita dei letterati cinesi del passato.

Il Giardino Liu, il più raffinato dei giardini classici di Suzhou, occupa un'area di circa due ettari. Il suo aspetto attuale rappresenta lo stile dei giardini cinesi del XVIII secolo, in epoca Qing.

Una volta entrati, solo dopo un cammino sinuoso è possibile ammirare i vari paesaggi del giardino: al centro c'è uno stagno, mentre a ovest si erge una collina artificiale ricoperta di alberi maestosi che si prolunga tortuosamente fin nella parte nord. In cima alla collina si trova il Padiglione Wenmuxixiang, da dove si può ammirare il panorama dell'intero giardino. A sud, l'edificio principale è il Palazzo Mingse, dalle tegole grigie e dai tetti rialzati, rustico ed elegante. Il principale edificio orientale, il Palazzo Quxi, ha una struttura leggera ed è circondato da alberi lussureggianti. Al centro dello stagno, un'isoletta artificiale chiamata "Piccola Penglai" suddivide l'acqua in due laghetti, uno più piccolo e l'altro più grande. In uno spazio ristretto, si creano paesaggi di diversa altezza e con vari effetti visivi. Ai piedi della collina artificiale, due ammassi di pietre si affrontano nell'acqua, come un canyon tra degli alti monti. Si dice che questo paesaggio sia opera di un celebre pittore. Varie finestre traforate formano un gioco di chiaroscuri.

La galleria del giardino, lunga più di settecento metri, si estende tortuosa lungo le mura, lasciando uno spazio stretto e sinuoso dove crescono delle piante accanto a delle pietre di lago, che formano una serie di mini paesaggi vivaci e interessanti. Si tratta di un altro tipico metodo di costruzione delle gallerie dei giardini classici di Suzhou.

La Sala Wufengxian è la più grande del Giardino Liu, e insieme alle stanze laterali forma un cortile quadrato.

Il picco Guanyu, alto 6,5 metri, con ai lati due pietre dello stesso tipo, è la pietra del lago Taihu più grande dei giardini classici di Suzhou. Le tre pietre, da cui trapela una speciale bellezza naturale, formano una scena straordinaria.

Nel piano più alto del Palazzo Mingse, il proprietario del giardino si dedicava alla pittura. La carta di riso, il pennello, l'inchiostro, il vento leggero e il bel paesaggio sono momenti straordinari della percezione della vita dei letterati cinesi.

Il Giardino Ou (delle radici di loto) è circondato dall'acqua su tre lati, con paesaggi nascosti da alte mura di cinta. La sua serie di colline artificiali di pietra gialla costituisce un altro capolavoro dei giardini classici di Suzhou. Circondate dall'acqua, di dimensioni appropriate e di altezza diversa, le colline coesistono perfettamente con gli edifici all'intorno, formando un bellissimo paesaggio.

Il Padiglione Wu'ai (delle mie preferenze), ha un nome piacevole….
Accanto all'acqua, è collegato ad una lunga e sinuosa galleria, e presenta una  bellezza quasi ingenua!
In mezzo all'acqua si staglia  un elegante padiglione quadrato con il tetto rialzato ai quattro angoli. Seduti quietamente al suo interno, si gode la vista del paesaggio delle colline e dell'acqua.

Più di centotrenta anni fa, una coppia abitò in questo giardino. Lasciati al di fuori delle alte mura i disturbi del mondo esterno, i due lavoravano in giardino, godendosi la quiete d'animo di una vita tranquilla. Nostalgica della sua terra natale, la signora fece costruire in un angolo accanto all'acqua un alto edificio, il Palazzo Tinglu (dell'ascolto dei remi delle barche), posto di fronte al Palazzo Kuixing, lo studio del marito, a cui era collegato. Si tratta dell'unico esempio che esprime la parità tra uomo e donna nei giardini classici di Suzhou. Quando dall'esterno arrivava il rumore dei remi delle barche, qual era la sensazione della signora? Si può vivere lontano dalla terra natale, ma la nostalgia ci accompagna per tutta la vita.

La cittadina di Tongli, nelle vicinanze di Suzhou, è una classico esempio di paesaggio della zona a sud del Fiume Azzurro. Qui si trova un giardino risalente al XIX secolo, chiamato Tuisi. Con uno stagno al centro e vari edifici all'intorno, questi paiono galleggiare sull'acqua.

Un edificio a forma di barca, chiamato Naohongyike, è posato su una base di pietre, come se stesse navigando sul mare. In passato, le barche erano il principale mezzo di trasporto nell'area a sud del Fiume Azzurro, quindi l'amore per le barche è una caratteristica della cultura locale.

Dei piatti di frutta secca e una tazza di tè verde davanti alle finestre del Palazzo Wangjing, chiacchierando con amici o familiari, doveva essere una parte della vita quotidiana della famiglia padronale. A prora dell'edificio a forma di barca, una bella ragazza suona il Xiao (il flauto di Pan), accompagnata da un giovane che suona il flauto lungo. Un'intelligenza di vita elegante e raffinata e una qualità di spirito gentile e contenuta sono un altro patrimonio lasciato al mondo dai giardini classici di Suzhou.

I giardini classici di Suzhou creano un mondo fantastico colmo di poesia, il rifugio perennemente ambito dai letterati cinesi.
Ma anche di tutti gli amanti del bello!

 

Riferimenti e link utili:

http://www.orangecoast.com/travel/world-heritage-site-to-visit-suzhou-classical-gardens-jiangsu-province-china/

http://en.visitsz.com/

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Suzhou

http://whc.unesco.org/en/list/813

http://www.turismocinese.it/citta/suzhou/

http://www.ilturista.info/guide.php?cat1=8&cat2=10&cat3=14&lan=ita#.VjCyThAuLqA

http://italian.cri.cn/821/2012/10/25/65s166691.htm

http://www.cityweekend.com.cn/suzhou/article/suzhous-museums-and-cultural-spots

http://www.serpentebianco.org/artiletterati/letteratigiardini.php