Un volo ed eccoci in Sri Lanka, magnifica Isola Splendente! Nel mio "giretto" ...Sigiriya non sarebbe MAI potuta mancare! Ancora un grazie alla DGV TRAVEL!

La roccia di Sigiriya non è soltanto un luogo storico legato a nomi di re e sacerdoti. E’ anche una incredibile formazione rocciosa che offre straordinarie vedute e magnifici tesori archeologici.L’UNESCO ha dichiarato Sigiriya Patrimonio dell’Umanità nel 1982

Una vista da mozzare il fiato che ti colma di una emozione intensa, sia che lo ammiri dal basso sia che guardi tutto intorno una volta giunto sulla sommità.

(http://whc.unesco.org/en/list/202/)

L'affascinante sito è da visitare assolutamente, vale la pena per il contesto naturalistico-paesaggistico-storico-acheologico, per il panorama che si gode dalla cima del sito e naturalmente per la bellezza delle rovine. Meglio visitarlo la mattina !!

Sigiriya risale al 5° secolo e rappresenta la “Fortezza nel cielo” una delle meraviglie dell'isola. E' anche conosciuta come la rocca del leone proprio per la presenza di un'enorme statua in pietra, raffigurante il felino, posizionata all'ingresso. Circondata da un triplo fossato questa immensa rocca raggiunge l’altezza di 150 metri. In cima si possono vedere le fondamenta e i resti di quello che una volta costituiva il sontuoso palazzo, i giardini e le vasche che contenevano l'acqua. Durante la salita in un piccolo anfratto nella roccia si potranno ammirare alcuni affreschi molto antichi che raffigurano delle fanciulle a seno nudo, dopo i lavori di restauro questi dipinti conservano la loro bellezza e freschezza originaria!

LA ROCCA DI SIGIRYA FRA STORIA E LEGGENDA.

La leggenda vuole che qui si trovasse la favolosa residenza che il re Kasyapa fece costruire nel 477 d.C., per sfuggire all’ira del fratello, Mogallana che dall’India reclamava vendetta per l’assassinio del padre, il re Dhatusena.

E la fortezza inespugnabile avrebbe probabilmente garantito a Kasyapa una lunga vita, non fosse stato che l’avventatezza, o l’orgoglio stesso del re parricida, lo spingessero nel 491 d.C. ad affrontare il fratello in una battaglia campale, nella quale sfortunatamente le sue armate vennero sconfitte ed egli stesso perdette la vita. Secondo altre fonti l’esercito abbandonò il re che preferì il suicidio, piuttosto che consegnarsi al fratello.

In seguito alla morte di Kasyapa il luogo venne scelto quale sede di un monastero da una comunità di monaci buddisti, che vi abitò fino al XV secolo. Dopo quella data il sito di Sigiriya cadde nell’oblio fino a quando l’esploratore inglese John Still ne riscoprì le rovine nel 1907.

L'architettura della città di Sigiriya che si estende ai piedi della Montagna del Leone è il frutto di un piano urbanistico razionale: un rettangolo delimitato da due fossati colmi d’acqua, potenziati da un muro di cinta servivano a tenere lontani i nemici indesiderati. Al loro interno un sistema di numerose vasche, canali per l’irrigazione e giardini completavano l’opera, eppure in tanta geometria massi di rocce affioranti vennero comunque integrati nel piano topografico...fior fiore di di architetti quelli di Kasyapa !

L’accesso al palazzo è costituito da una rampa di gradini (ormai in parte rovinati e sostituiti da una scala metallica) intagliata nella roccia e fiancheggiati alla base da due zampe di felino, anch’esse intagliate nella roccia, a simboleggiare la stessa entità della montagna considerata un immenso leone di pietra.

Il palazzo è costruito su più livelli collegati tra loro da brevi rampe, i terrazzamenti di mattoni d’argilla servono a contere il terreno, ma al contempo definiscono giardini dalle forme geometriche perfette.

Su tutto si staglia l’immensa piscina utilizzata per conservare l’acqua necessaria al sovrano e alla sua corte.


I GIARDINI REALI

La rocca di Sigiriya è circondata da giardini acquatici, giardini rocciosi e giardini a terrazza.

Solitamente si entra nella rocca dalla parte occidentale (la più elaborata) e così facendo si accede ai giardini acquatici, che si estendono sulla base occidentale della rocca; si tratta di una bella area in cui sono disposti simmetricamente laghetti e isolotti.

I giardini rocciosi, più vicini alla rocca, sono formati appunto dalle rocce che in passato costituivano le basi degli edifici. Le depressioni sui lati dei massi, simili a gradini, reggevano i muri di mattoni e le colonne di legno. Particolarmente imponenti le rocce su cui poggiavano la cisterna e la sala delle udienze.

Alla base di Sigiriya sono stati realizzati graziosi giardini a terrazza.



PITTURE RUPESTRI

Circa a metà altezza della rocca, una moderna scala a chiocciola sale dal percorso principale a una lunga galleria coperta scavata nella ripida parete di roccia.

In questa nicchia sono dipinte alcune fanciulle che, secondo l’opinione comune, rappresenterebbero le apsara (ninfe celestiali) o le concubine del re Kassyapa. Per stile sono simili alle pitture rupestri di Ajanta, in India, ma si distinguono per la straordinaria fusione tra classicismo e realismo. Nessuno sa con certezza quando siano state eseguite.

Riparati dal sole nella galleria coperta, i dipinti sono in ottimo stato di conservazione e hanno mantenuto la brillantezza dei colori.

Nuovi studi basati sullo studio dei reperti, comparazioni dei testi storici e indagini in laboratorio, condotti dall’archeologo Raja Da Silva sembrano avvalorare la teoria secondo cui in realtà Sigiriya non sarebbe stata la capitale di alcun sovrano, ma soltanto un centro di monaci buddisti della dottrina Mahayana diffusa nello Sri Lanka e le famose “cortigiane” soltanto divinità femminili appartenenti al pantheon buddista.

Questa è sicuramente l’ipotesi da accettare, ma ciò nulla toglie alla straordinaria bellezza di Sigiriya....



Il MURO DELLO SPECCHIO

Al di là della galleria degli affreschi, il sentiero costeggia la ripida parete rocciosa, protetto sul lato esterno da un muro alto 3 m.

Un tempo questo muro era coperto da uno strato liscio come uno specchio sul quale i visitatori di 1000 anni fa sentivano la necessità di scrivere i loro commenti riguardo alle donne dipinte nella galleria soprastante, almeno così vuole la leggenda locale. Tali graffiti furono eseguiti tra il VI e il XIV secolo e sono di grande interesse per gli studiosi, sia perché testimoniano lo sviluppo della lingua e della scrittura singalese, sia perché dimostrano quanto fossero apprezzate l’arte e la bellezza. Riuscire a scorgere questi antichi messaggi ora è difficile, perché sono coperti da altri più moderni.



LION’S PAWS (ZAMPE DI LEONE)

All’estremità settentrionale della rocca, lo stretto sentiero sbocca nella grande piattaforma da cui deriva il nome di questo luogo, la Rocca del Leone, Sigiriya.

H.C.P. Bel, l’archeologo inglese cui si deve una straordinaria quantità di scoperte nello Sri Lanka, nel 1898, durante gli scavi in questa zona trovò due enormi zampe di leone. In passato in questo punto della rocca sorgeva una gigantesca statua di mattoni raffigurante un leone seduto e il tratto finale della salita iniziava con una scalinata che passava fra le sue zampe e che attraversava la bocca. Il simbolismo del leone ha la funzione di ricordare ai fedeli diretti alla rocca che le verità che il Buddha enunciava erano potenti quanto il ruggito di un leone.

Il leone del V° secolo è da tempo scomparso, fatta eccezione per le zampe e i primi gradini, e ora per salire alla sommitàà della rocca ci si arrampica lungo una serie di solchi scavati nella roccia; fortunatamente c’è una ringhiera di metallo.

LA CIMA

La sommità della rocca ha una superficie di 1,6 ettari e in passato era interamente occupata da edifici, di cui ora sono rimaste soltanto le fondamenta. La struttura di questo cosiddetto palazzo e le splendide vedute di cui gode indicano che Sigiriya svolgeva più le funzioni di luogo di residenza che di fortezza. La vasca di 27 mx 21 m scavata nella roccia ha l’aspetto di una moderna piscina, ma probabilmente veniva usata semplicemente come cisterna.

Sigiriya...Reggia? Fortezza? Monastero? Ha importanza alla fine?

Rimarremo con il dubbio ma una certezza l'avremo sempre: quella di avera visitato una delle “ meraviglie del Mondo”!

Alla prossima.....By Mimma!!

 

Riferimenti:



www.gremne.it

http://enightmare.it

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