Yangon (ex Rangon) è l'ex capitale del Myanmar, ma rimane a tutti gli effetti la capitale economica di questo meraviglioso e grande Paese, un luogo dove oggi si possono cogliere le prime esternazioni di modernità liberale e di cultura politica dopo l'elezione al Ministero di " The Lady" : un Paese che ora sta aprendo al mondo con Mama Suu ... Aung San Suu Kyi, profondamente amata dal popolo birmano si!

Per me è stata il momento ingresso in Birmania e successivamente ho potuto coglierne in cinque giorni molte delle sfumature attraverso luoghi e genti.

Una scelta controcorrente ma che mi ha premiata alla grande: occorre andare oltre l'ovvietà nel pensare che questa sia solo una grande città, ma volere cogliere l'essenza della odierna Birmania (ex Myanmar) attraverso la sua città più popolosa che ne rappresenta " il cuore e l'essenza"!!

La Storia della Birmania la potete trovare in breve su questi due siti web http://www.viaggimyanmar.it/storia-1568-160.htm

http://www.myanmartourism.org/index.php/about-myanmar/geography#geography

Ma la Birmania, e mi piace continuare a chiamarla così, la troverete soprattutto fra la gente di Yangon, nel loro dolce sorriso, la gentilezza che mai è venuta meno e la loro grande disponibilità!

 

Di seguito vi riporto il mio "giretto a Yangon" ma certamente alcuni luoghi che tanto mia hanno attratta saranno oggetto di ulteriori "Spunti di Viaggio".

Anzitutto i due alberghi nei quali ho alloggiato in questa città: il Grand United e il Kandawgi Palace www.hotelgrandunited.com e www.dgvtravel.com/diaridiviaggio/Kandawgy_Palace_Un_albergo_coloniale_nel_centro_di_Yangon_Fascino_confort_e_professionalita

 

E per iniziare niente di meglio di una bella passeggiata nel centro della città dove l'architettura testimonia l'impronta coloniale nei palazzi e nelle antiche facciate resi un pò fatiscenti dalle piogge monsoniche, ma che posseggono un grande fascino! Cammino sulla Mahanbandola Street dove si trova la Chiesa Imanuel Battista costruita nel 1830: le piccole stradine che da qui si dipartono sono gremite di mercati e bancarelle, poi proseguo verso la via Pasodan dove in molti negozi si vendono libri usati e fotocopiati, oltre si incontrano strada facendo l'imponente sede della Corte Suprema, la sede della Compagnia dei trasporti fluviali e dell’autorità portuale del Myanmar.... sino ad arrivare sulla celebre Strand Road per ammirare il suggestivo Strand Hotel, scoprire la Dogana e il maestoso Palazzo di Giustizia. Continuando verso nord, attraverso la verdissima Bank Street, ecco brillare la Sule Pagoda Road, nota per le numerose cartomanti che qui hanno la loro postazione preferita. simbolo del centro della città costruito più di 2.000 anni fa, ma la sua visita la effetto nei giorni successivi.

Il pomeriggio davvero stupendi e pieni di Vita Chinatown e il rione indiano mentre poco più in là ecco la via degli orafi su Shwe Bontha Street, dove ammirarela Sinagoga Moseh Yeshua sulla 26th Street. Una volta arrivata al mercato Theingyi Zei, un viaggio alla scoperta dei rimedi della medicina tradizionale cinese per poi piegare verso Anawratha Street per fare una visita al più colorato tempio indù di Yangon: il tempio di Sri Kali.

Dopo il tramonto è quasi d'obbligo un giretto a Chinatown, per ammirare il colorato tempio cinese Khen Hock Keong - dove le statue dei draghi sorvegliano gli ingressi fra dense nuvole d’incenso – e per curiosare tra le bancarelle con tanti tipi di frutta, verdure e altri prodotti locali in un brulicante mix di colori, suoni e odori.

 

Il giorno successivo inizia con la visita alla pagoda di Kyaukhtatgyi e alla attigua zona dei monasteri ove i monaci vivono...Nella pagoda troneggia una imponente statua di Buddha di ben 72 metri di lunghezza, la più bella a mio parere che si possa ammirare in Birmania.

Immancabile una sosta corroborante al Lago Reale situato nel parco di Kandawgyi, è dalla cui riva si può ammirare il Palazzo di Karaweik, replica dell’antico galeone reale.

Favolosa la Pagoda Botataung e la sua Stupa d'Oro di 39 metri: ancora oggi mi sembra di percorrere a piedi rigorosamente nudi quei corridoi ricoperti di foglie d’oro che come in un labirinto si snodano una dopo l'altra affacinandoti con il loro luccichio mentre ci si reca a vedere le reliquie dell'unico capello di Buddha, posto in una teca molto ammirata dai fedeli, qui rimasto tra gli otto, che si racconta furono introdotti in Myanmar.

All'esterno su di grande terrazza, diverse sale con una infinità di Buddha e tanti fedeli provenienti dalle zone più disparate della Birmania, deliziose piscine che contengono molte tartarughe arricchiscono la sosta dei fedeli ed egli eremiti birmani che qui vengono in pellegrinaggio.

Ho visto ovunque gruppetti di persone e famiglie riposarsi, dormire, mangiare e parlare tra loro negli angoli più tranquilli di questa pagoda e di tutte quelle che si trovano in Myanmar, perchè questo per loro, è un luogo non solo luogo di culto ma anche di incontro e socializzazione, di un vissuto familiare nel quale i dolci bimbi di Birmania ridono e scorazzano... un modo forte di vivere il Buddhismo Therawada come in nessun altro luogo in Asia...

 

Dalla Pagoda... una sosta al Lucky Seven per rifocillarci un negozio di té locale molto frequentato dagli abitanti locali per la varietá di gustosi e ottimi piatti tradizionali Birmani che propone...e dopo verso un luccichio unico...in quella che è stata definita "la corona della Birmania", un luogo di grande fascino: la Pagoda Shwedagon!

Un celebre storico birmano, Thant Myint-U scrisse così della Pagoda:

"E'un’enorme struttura dorata, alta 99 metri, a forma di imbuto rovesciato, con base ottagonale e una cupola a campana che termina in un lungo pinnacolo. Le parti inferiori sono ricoperte di foglia d’oro e quelle superiori di lamine d’oro massiccio, per un rivestimento complessivo di ben 60 tonnellate, ‘più che in tutti i sotterranei della Banca d’Inghilterra’, dicevano i birmani all’epoca del dominio britannico. La cima del pinnacolo è incrostata di migliaia di pietre preziose e diamanti, per un totale di duemila carati.

“Risplendente al sole di giorno e illuminata anche la notte, la Shwedagon è visibile da quasi ogni punto della città. Non esiste forse altro posto al mondo che sia fisicamente e spiritualmente dominato da un luogo di culto quanto lo è Rangoon dalla sua pagoda. Dopo averla visitata nel 1889, Rudyard Kypling la definì ‘un mistero dorato’, ‘una splendida meraviglia luccicante che ardeva al sole".

Parole più vere non potevano essere scritte in proposito!!

 

"La Pagoda di Shwedagon è la pagoda più importante e conosciuta della capitale della Birmania, Yangon. Si tratta di un imponente e grandioso stupa dorato dell’altezza di 99 metri. Questa spettacolare e magnificente pagoda, svetta sulla collina di Singuttara, ad ovest del Lago Reale ed egemonizza l’intera città di Yangon. La Pagoda Shwedagon incarna l’anima buddhista più sacra ai birmani al cui interno sono gelosamente custodite le reliquie dei 4 Buddha, ovvero il filtro d’acqua di Konagamana, un lembo dell’abito di Kassapa, il sostegno di Kakusandha, 8 capelli di Guatama e, infine il Buddha storico.

La leggenda che aleggia attorno alla storia della Pagoda Shwedagon narra che la pagoda abbia circa 2.500 anni ma gli archeologici sostengono che la pagoda sia stata edificata in tempi più recenti ad opera dei Mon tra il VI ed il X secolo. Ancora oggi il periodo di nascita della Pagoda Shwedagon resta oggetto di controversie dato che all’avviso della tradizione Theravada lo stupa venne costruito ancora prima della morte del Buddha datata intorno al 486 a.C..

La storia della meravigliosa Pagoda Shwedagon cominciò dopo l’incontro avvenuto tra due fratelli mercanti con il Gautama Buddha il quale donò loro 8 capelli che avrebbero dovuto custodire in Birmania.

Disgraziatamente lo stupa si trovò in stato abbandonico sino al XVI secolo e tornò a splendere grazie all’intervento di ricostruzione ad opera del re Binnya U di Pegu. La costruzione misurava allora 18 metri di altezza; solo nel XV secolo la Pagoda Shwedagon misurò un’altezza di 99 metri. Diversi sismi causarono danni allo stupa che fu protagonista poi di varie ricostruzioni ed attualmente resta la Pagoda più grandiosa di Yangon."

 

Entrando dalle scalinate poste ad Est del complesso religioso ho trovato molti negozi con in vendita le ciotole utilizzate dai monaci per fare l’elemosina, dell’incenso e molti altri oggetti unici legati alla religione buddihsta.

La Pagoda Shwedagon è considerata il più importante sito religioso in Myanmar ma anche dai viaggiatori di ogni tempo: Kipling docet!!!!

E non è solo la sua bellezza ad attrarmi: mille e più monaci in meditazione si confondono fra fedeli e turisti mentre l'odore dell'incenso e la fragranza dei fiori portati dai fedeli inebriano la mente e lo spirito, fra matra recitati, dolci nenie che placano l'anima!

Tutto intorno alla stupa centrale la terrazza e mille pagode piu piccole, templi, reliquia­ri, padiglioni, ombrelli di campanelli d’oro e d’argento, statue di Buddha ricoperti da lamine d’oro ricamati di gemme preziose e diamanti che rifulgono ancora di più con le luci del tramonto....

 

Il pomeriggio è sicuramente il momento migliore per visitare la pagoda e qui vi rimaniamo anche per la serata per vivere appieno e con calma questo luogo, per ammirare sia con il sole che si riflette sulle sue pareti dorate sia con la luce calda del tramonto anche per poter scattare foto imperdibili, girovagando in lungo e in largo dentro il complesso della leggendaria Pagoda Shwedagon, il più grande sito religioso del Paese nonché simbolo del Myanmar, o per stare semplicemente seduti nella " piazza ad osservare e meditare fra la gente che popola questo luogo unico!

Non è mai troppo il tempo per rimanere in questi luoghi di Pace..e ...non sarei mai voluta andare via di lì!!!

Usciti di lì ancora storditi di bellezza ceniamo in un locale noto nel centro della città per poi rilassarci nel giardino coloniale esterno del nostro Hotel .

 E che dire dell´esperienza di girovagare con il "Treno circolare" che si ferma nei differenti rioni della città: uno spaccato della reale vita quotidiana di Yangon

A Yangon si parla della sua sostituzione con delle nuove carrozze dotate di aria condizionata e porte automatiche: un problema per la maggior parte dei suoi utenti quotidiani, persone che appartengono alle classi più povere di una città di per sé povera, persone per cui il Circular rappresenta di gran lunga il mezzo di trasporto meno caro per arrivare in centro, persone che dalla finestra di casa, ogni giorno, tutto il giorno, vedono passare il treno che collega il cuore di Yangon.

Dalla stazione centrale di Yangon a bordo del "Treno circolare" ci si ferma nei differenti rioni della città e nella sua periferia: un dono grande procedere lentamente perchè concede il tempo per entrare in piena sintonia con tutta la città e la sua periferia, vivendo l'emozione " di un vero e proprio salto nel tempo...fra mercanzie, monaci, anziani, e tanti bimbi sorridenti nella loro grande dignità!

Prossima fermata: la stazione Kyee Myin Daino per continuare il giro in rickshaw attraverso il quartiere pieno di attività, con i bambini che giocano per strada, le persone che fanno colazione prima di andare al lavoro, monaci e monache che raccolgono le offerte, il vocio del mercato Shan dove ovviamente mi ci perdo sorridendo, sentendomi "birmana" tra i birmani girovagando tra le bancarelle piene di frutta, verdura e carni, chiacchierando a gesti con i commercianti.

Ed è ancora mercato anche sul molo di Yangon con suoi banchi colmi di cocco, canna da zucchero, ogni tipo di banana, tra cui le banane rosse ... poco più in là il mercato del metallo e dell’artigianato per osservare le differenti tecniche e gli strumenti utilizzati per costruire i pezzi delle pagode locali. Un breck per gustate una buona tazza di té Birmano e visto che il 15 marzo è il mio compleanno, ma anche il giorno della nomina del primo presidente Birmano della Lega Nazionale per la Democrazia, cosa di meglio se non andare verso il Lago Inya e la casa di Aung San Suu Kyi?

La gente è davvero felice di questo risultato ma davvero composta...tutti sorridono e lavorano per il proprio futuro, anche nella sede storica del Partito: vi assicuro che l'emozione provata è stata ancora più straordinaria!!!!

La Pagoda di Sule è la successiva tappa di questa cinque giorni: un altro simbolo della città di Yangon assieme alla leggendaria Pagoda Shwedagon, svettante con i suoi 43 metri ed imponente con la sua stupa dorata, la notte le due pagode si contendono il primato per il loro brillio alle luci dei fari!

Questa Pagoda occupa un posto di rilievo nella sfera politica e ideologica del paese essendo stata al centro degli eventi legati alla Rivoluzione Zafferano.

La leggenda narra che lo stupa abbia almeno 2000 anni e che fu costruita durante la vita del Buddha, mentre la storiografia la fa risalire al tempo dei Mon (10 secolo), resa sacra dalla presenza da uno dei capelli del Buddha stesso: ancora istanti di misticismo.

La sera cena e spettacolo di danze tradizionali birmane al Palazzo di Karaweik.

Ogni giorno una emozione...ed il giorno successivo destinazione i dintorni di Yangon: bella la cittadina di Thanlyin, avamposto commerciale portoghese fra la fine del 16° secolo e i’inizio del 17° secolo ai tempi del famoso esploratore Filipe De Brita: prima tappa il mercato locale con i suoi colori, la Pagoda Kyaik Khauk in cima alla collina, per proseguire successivamente verso Kyauk Tan dove in mezzo del fiume Hlaing si trova la deliziosissima Pagoda Ye Le (i turisti difficilmente arrivano sin qui!).

 

Altro luogo visitato fuori dai circuiti turistici ma davvero interessante è Dalah, posta aldilà del fiume Yangon attraversato in traghetto fra locali sempre sorridenti carichi di merci, ceste di frutta e stormi di gabbiani che volano rasi sul fiume...

Arrivati a Dalah il mondo cambia letteralmente rispetto al caos relativo di Yangon: qui si conduce una vita prettamente rurale, un vero spaccato di vita rurale birmana e per spostarci usiamo il trishaw. Degni di nota sono il mercato locale, i templi buddisti nonchè i piccoli laboratori artigiani locali: un luogo che in futuro vedrà certamente grandi mutamenti poichè la città tende ad allargarsi e le grandi Società internazionali hanno già subodorato varie possibilità sull'area, peccato!

Il pomeriggio comunque rientro a Yangon City verso il Museo Nazionale del Myanmar: un luogo per me imperdibile come il contatto con la gente, aldilà di "quello che si dice" !!

Proprio nei giorni della mia permanenza nella ex capitale della Birmania nuove regole sono state impartite al Museo sicchè è stato anche possibile scattare alcune fotografie al suo interno che non è solo il Trono del Leone, per quanto magnifico esso sia, ma molto di più nei suoi quattro piani di esposizione! Splendida è la raccolta dei tesori restituiti dagli inglesi alla Birmania...certamente solo una piccola parte rispetto a quanto a suo tempo trafugato; altrettanto bella la Galleria dell'Arte popolare tradizionale e la galleria delle Arti performative. Una piccola ma importante dritta è quella di non farsi abbattere dall'apparente disordine cronologico con il quale i vari reperti sono posizionati, ma di guardare con calma il Museo sino alla sua chiusura .

 

Appagato lo spirito storico, nel tardo pomeriggio un giretto defatigante verso il mercato di Bogyoke, meglio conosciuto come "mercato di Scott" e le sue bancarelle di prodotti artigianali e di oreficeria, è il benvenuto!

 

Myanmar - Yangon è Pagode ma non solo: "fuori dagli itinerari comuni“.... Yangon vi aspetta per farsi scoprire ed amare come la sua gente!!

Al prossimo Spunto di Viaggio ….

...By Mimma